Cinquecento volte la Pala Gozzi

In occasione dei Cinquecento anni della Pala Gozzi, capolavoro di Tiziano realizzato nel 1520 e conservato nella Pinacoteca Civica “F. Podesti”, vi accompagneremo alla scoperta degli aspetti più particolari di questa grandiosa composizione. Dalle figure presenti nel dipinto all’importanza del paesaggio, dagli aspetti tecnici a quelli iconografici, il ciclo di video-racconti “Cinquecento volte la Pala Gozzi” vi mostrerà i dettagli dell’opera e le curiosità legate alla sua realizzazione.

Il primo video introduttivo è presentato da Paolo Marasca, Assessore alla Cultura del comune di Ancona, a seguire gli approfondimenti sono curati dagli storici dell’arte ed educatori museali dei Musei Civici di Ancona, Sara Agostinelli, Fabiola Cogliandro, Claudia Pacciarelli e Marco Tittarelli della Soc. Coop. Le Macchine Celibi.

Pinacoteca Civica F. Podestie Galleria d’arte Moderna

La Pinacoteca di Ancona racconta la città stessa, la vita e i cittadini di ogni secolo attraverso i suoi beni. Il palazzo nella quale è allestita, recentemente ristrutturato, presenta un percorso dalle molteplici visioni che favorisce continui rimandi al tessuto urbano. La possibilità di curare i contenuti del tour virtuale ha messo in campo la costruzione di più forti relazioni con la tecnologia e la valorizzazione di più ampie competenze. Ha indotto in primo luogo un serio lavoro di riordino del patrimonio conservato, tra archivi e depositi, senza il quale nessuna azione di valorizzazione per il largo pubblico sarebbe attuabile. E’ stata messa a sistema la revisione delle schede scientifiche delle opere ai fini di un’attenta divulgazione dei contenuti, d’obbligo nel corso della fruizione del tour. Studio e riflessioni sulle possibilità di mediazione che tale strumento offre al fruitore, non solo dal punto di vista tecnologico, sono ancora in corso.
Di certo lo staff e la direzione stessa sono convinti della necessità di garantire la forte componente umana e professionale sull’interpretazione del patrimonio, che interagisca con le strabilianti potenzialità offerte dalla tecnologia per dare luogo a creative e sempre nuove narrazioni.

#1 Luigi Gozzi

Luigi Gozzi è il committente di questa grandiosa opera, immortalato in un magistrale ritratto all’interno della composizione.
Nobile della città di Ragusa, l’odierna Dubrovnik, abile mercante, figura di spicco nei rapporti commerciali tra Ancona, Roma e Ragusa, ci ha lasciato grazie alla sua commissione un brano pittorico eccezionale che racchiude un pezzo di storia della città.

#2 San Biagio

Alle spalle di Luigi Gozzi, sta in piedi San Biagio, patrono di Ragusa, città di provenienza del committente. Il santo Vescovo, avvolto nel sontuoso e ricamato piviale. Protettore, tra le altre cose, dei viaggi dei mercanti, la sua presenza è un indizio preciso dell’attività di mercante svolta dal Gozzi.

#3 Rosso Tiziano

Tiziano è ricordato anche come il Maestro del colore per la sua straordinaria capacità nella costruzione delle figure attraverso l’uso di differenti cromie.
Un colore in particolare ha segnato la storia: il rosso che porta il suo nome. Una tinta calda, ricca, probabilmente preparata unendo la terra di Siena, la terra di Siena bruciata e la terra rossa, a volte con l’aggiunta del nero o del rosso cinabro. 

Pittura con-tatto.Vedere con le mani e con la mente

Relatore: Aldo Grassini, ideatore e presidente Museo tattile statale omero

L’intervento del prof. Grassini, presidente e fondatore del Museo Tattile Statale Omero, è dedicato al rapporto tra la pittura e il tatto e alle possibilità che le persone cieche hanno di percepire un dipinto grazie alla sua traduzione in rilievo. Un approfondimento degno di nota da un eminente esperto del tema, che dona un punto di vista differente sulla rappresentazione pittorica.

Come scrive Aldo Grassini, la pittura per i ciechi non è un tabù! “Fermo restando che nella pittura i colori, la luce, le ombre sono essenziali ai fini di una vera fruizione estetica, un dipinto non è fatto soltanto di questo. Ci sono anche le forme delle cose rappresentate, ci sono i contenuti, i messaggi, la simbologia e tutto questo, in certe condizioni, è accessibile anche per chi non vede. Al Museo Omero è esposta una riproduzione della Guernica in bassorilievo. I ciechi non vedono i colori, ma possono apprezzare tattilmente le forme e naturalmente anche il messaggio che esse sanno trasmettere.”

Un filo rosso tra Oriente e Occidente

Le celebrazioni per la Pala Gozzi escono dalle mura della Pinacoteca grazie a MIRA – Ancona. Il video rientra nel tema “Ancona porta d’Oriente” individuato dai 5 musei anconetani per il progetto regionale “Monumenti e Musei di Ancona a 500 anni dalla committenza di un capolavoro: la Pala Gozzi, l’Adriatico, la Porta d’Oriente”. Il video è stato ideato e realizzato dalle volontarie del Servizio Civile
Universale presso il Museo Tattile Statale Omero con il progetto
dal titolo “Museo Omero: patrimonio da condividere”.
Un grazie speciale a: Margherita Sozio, Marika Brugiapaglia, Alessia Cruciani, Simona Miotti, Monica Lofiego, Sara Carloni.

#4 Il paesaggio

Sullo sfondo della Pala Gozzi, lo sguardo si apre sulla veduta del Bacino di San Marco, simbolo di Venezia, città che aveva eletto Tiziano a pittore ufficiale della Serenissima. In quel 1520 Piazza San Marco non presenta ancora i nuovi edifici progettati dall’architetto Jacopo Sansovino a partire dal 1532. Possiamo però vedere chiaramente i principali monumenti.

#5 Un ponte di nuvole

La Sacra Conversazione, viene qui rivoluzionata. Tiziano, sceglie di rappresentare la Vergine con Gesù Bambino tra le braccia, adagiata su un banco di nubi attraversate dalla luce calda e smorzata del tramonto, piuttosto che seduta su un effettivo trono, com’era stato fatto in passato da altri artisti. Un espediente innovativo ideato da Raffaello otto anni prima per la sua Madonna di Foligno e da cui Tiziano trae ispirazione.

Leggere la materia.Racconto di un restauro

Carlo Giantomassi, anconetano e grande figura nel mondo internazionale del restauro, ripercorre per noi gli interventi attuati in occasione del restauro della Pala Gozzi del 1987 realizzato con la moglie, Donatella Zari.
In quell’occasione il dipinto fu oggetto di molteplici analisi e indagini radiografiche e a infrarossi, che hanno permesso di svelare dettagli nascosti della composizione. Conosciamo le vicende conservative e storiche dell’opera, la tecnica di esecuzione e le particolarità della pellicola pittorica, in un racconto che mette in luce gli aspetti materici di questa grandiosa pala d’altare.

L'Oro Blu. Alla scoperta del guado

Il guado ovvero l’Isatis tinctoria, è una delle più antiche fra le piante tintorie, unico blu usato fino al 1600. Ce ne parla Massimo Baldini, maestro tintore di Tintúra.
Perché parliamo proprio del guado? Perché al suo commercio si dedicò anche Luigi Gozzi, committente della Pala Gozzi di Tiziano, divenendo nel Cinquecento una figura capofila per la diffusione del pigmento in Italia e all’estero.

#6 San Francesco

Nella parte bassa del dipinto, sul lato destro della Vergine, troviamo la figura di San Francesco, santo titolare della chiesa in cui si trovava l’opera, San Francesco ad Alto.
Francesco d’Assisi (1182 ca. – 1226), è il fondatore dell’ordine dei frati minori o francescani. Indossa un saio di colore bruno con legato in vita un cordone che si distingue per i tre nodi, simboli dei tre voti di povertà, castità e obbedienza. La mano sinistra portata al petto rende ben visibili i segni delle stimmate, mentre con la destra regge una esile croce.

#7 Il fico, il pepe e il cardo

In basso al centro un giovane ramo di fico, rinato da un vecchio tronco, si staglia contro il fondo, mostrando nuove foglie e un piccolo frutto. Il fico ha vari significati. Come simbolo di redenzione e salvezza, viene messo in relazione con la figura di Luigi Gozzi, in vista del perdono richiesto per i peccati commessi. Inoltre, la luce colpisce altre due piante poste ai lati del fico: a sinistra c’è un polygonum hydropiper, più noto come “pepe d’acqua”; a destra una varietà di cardo, il carduus crispus. Le due piante sono prive di fiori ma forse anch’esse hanno un significato simbolico ancora da individuare.